Teatro segreto

Teatro Segreto è un organismo di produzione e perfezionamento teatrale riconosciuto dal Ministero per i beni e le Attività Culturali diretto artisticamente da:
Ruggero Cappuccio, regista nato a Napoli

Regista di opere liriche
Regista teatrale e cinematografico
Drammaturgo
Giornalista collaboratore per la pagina della cultura del Mattino
Regista collaboratore per Raiuno, Radiodue, Radiotre

e dal legale rappresentante e presidente:
Nadia Baldi nata a Salerno

Attrice
Regista

La nascita e fondazione di Teatro Segreto nel 1996 rappresenta la naturale evoluzione di un progetto di lavoro nato a Napoli nel 1988. L’incontro elettivo e selettivo di artefici e inventori di scena ha dato vita ad una drammaturgia unitaria ed organica che ha fatto della scrittura di Ruggero Cappuccio una partitura di lavoro in cui attori, musicisti, scenografi, pittori, costituiscono una fonte energetica e creativa inseparabile e inseparata dal testo e dalla visione registica.

E’ cresciuto così, uno stile espressivo tagliente, vitalissimo, all’interno del quale l’attore non è declassato al rango di mera figura strumentale e inconsapevole delle ispirazioni e tendenze di un’impresa economico-teatrale, divenendo invece elemento prezioso ed integrante di una volontà espressiva nuova, incurante dei condizionamenti del mercato e del botteghino.

L’attore, l’autore, il regista, ricercano sintonie vicendevoli per raggiungere l’armonia di una comunicazione in cui lo spettatore, senta, con-senta e potenzi insieme con gli artisti in scena il valore e la bellezza del vedere divenendo partecipi della natura più intima e appunto, segreta dell’evento scenico. Le modalità di questa esperienza consistono nell’origine di uno studio permanente che si è arricchito, negli anni, di forze espressive sempre nuove, spesso giovanissime, attinte sovente all’ interno di laboratori e seminari tenuti nelle maggiori città italiane nonché da un’esperienza scenica ininterrotta che da Salerno ha preso ad irradiarsi in Italia ed all’estero fin dal 1991. Esperienza concentrata nel raffinamento continuo di un potenziale artistico che cresce con la scrittura di Ruggero Cappuccio e che quella scrittura ispira e rinsangua, in un rapporto di perfezionamento speculare. L’ itinerario fino ad oggi percorso testimonia la saldezza di un organico teatrale in grado di progettare in assoluta autonomia espressioni artistiche di riconosciuto, altissimo livello, registrate dalle notevolissime segnalazioni della critica italiana e dalla formazione di un pubblico ormai numeroso e attento agli eventi di scena allestiti da Teatro Segreto. La creazione di uno stile di lavoro in cui l’uso della parola come segno sonoro, l’ approfondimento della grande tradizione teatrale europea mutuata da lingue di scena come il veneziano, il napoletano, il siciliano, nonché la conseguente rilettura del potenziale estetico in esse contenuto, e in fine la caparbia messa a fuoco di una metodologia di lavoro inedita per modalità e risultati, fanno dell’attività di Teatro Segreto una presenza rara nel panorama teatrale italiano. E’ inevitabile evidenziare come lo sforzo creativo abbia richiesto impegni produttivi notevolissimi al momento ripagati largamente solo dal consenso e dalla attenzione raccolti da pubblico e critica. E questo consenso mai passivo (perchè non giocato sulla falsa riga di vecchi moduli commerciali), sollecita e incoraggia la riflessione sulla necessità di rafforzare la presenza di un teatro di qualità in Italia.

L’ isterilimento delle proposte artistiche nel panorama delle nostre scene nazionali rischia di inabissare sempre più il livello di fruizione e di comprensione del pubblico. Mentre lo sostenevamo, in teoria, oggi ne ribadiamo la convinzione grazie al conforto dell’ esperienza. Dal confronto con spettatori e teatri diversi, dalla presenza nei circuiti ETI e nelle sale a conduzione privata, dall’ effettivo e reiterato appuntamento del “Tutto esaurito”, anche nella grandi platee, Teatro Segreto, trae fondamenti per un lavoro di scena che annulli le differenze tra divertissement e profondità, tra filosofia e storia, tra carne e intelletto, tra sensi e spirito, tra l’ alto e basso e di tutto questo sia sintesi per elevare il livello del pubblico a quello dell’arte e non viceversa.

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